ciclismo

Che delusione quella di Ineos/Sky: quest’anno senza trofei!

Il regno di Ineos/Sky dopo 10 anni è forse giunto al termine?

Siamo davvero di fronte alla fine di un regno?

A due mesi dalla fine di questo 2020 ormai possiamo dirlo: non è stato un anno da incorniciare, nemmeno per la squadra maschile britannica di ciclismo su strada Ineos, ex Sky, che non ha ottenuto un solo titolo. Ebbene sì: questo fortissimo team, che per 10 anni ha conquistato tutto ciò che era possibile conquistare, di fatto trascorrerà 365 giorni senza festeggiare una vittoria. Ciò che è successo nell’ultimo Tour de France è la fotografia di una stagione molto deludente: al di là della sorprendente vittoria di Pogačar, giovane promessa del ciclismo che corre per la squadra UAE Team Emirates, gli appassionati sono rimasti scioccati – passateci questo forte termine – prima dall’esclusione di Froome e Thomas dal Tour e successivamente dal ritiro di Bernal, favoritissimo a fine agosto per la vittoria finale insieme a Roglič, prima del tappone alpino che si conclude ai 2300 metri del Col de la Loze. L’unica nota lieta per Ineos è stata l’arrivo in solitaria dopo una lunga fuga di Kwiatkowski e Carapaz primi a braccetto nella 18ª tappa del Tour de France, ovvero la “movimentata” Méribel-La Roche sur Foron. Diciamo che questo piccolo trionfo è servito alla corazzata britannica per salvare l’onore, ma ovviamente non basta e potrebbe non bastare. Dopo la batosta francese c’è chi parla già della fine del regno britannico e al contempo di grandi rivoluzioni. Se il dominio di Ineos secondo noi non è ancora giunto al termine, come vi spiegheremo tra poco, concordiamo sul fatto che cambiare è necessario ed è ciò che accadrà: a partire dal 2021, Laurens De Plus, Tom Pidcock, Daniel Martinez e Richie Porte vestiranno infatti la divisa della squadra della Gran Bretagna. Per Porte si tratta di un ritorno dopo l’esperienza del 2012-2015. Come giudicare questi 4 colpi di ciclo-mercato? Ottimi, perché la potenza di fuoco del team diretto da Dave Brailsford l’anno prossimo farà paura: oltre alle new entries, ricordiamoci che sono stati confermati Bernal, Carapaz e Thomas, senza dimenticarci della presenza dei giovani rampanti Sivakov, Geoghegan Hart, Dunbar e Sosa. Leggendo questi nomi, facciamo fatica a dire che il regno di Ineos/Sky dopo 10 anni è giunto al termine. Voi no?

Dall’annus horribilis alla rinascita?

Dopo le ultime considerazioni fatte, siamo certi che il 2020 è stato per il team Ineos/Sky il solito annus horribilis che prima o poi anche i più forti devono sperimentare. Lo ammettiamo: a metà del Tour de France eravamo tentati anche noi di pronunciare la parola fine al regno britannico durato ben 10 anni. Dopo le incredibili 7 vittorie degli 8 ultimi Tour de France,pensavamo addirittura che stesse per succedere un qualcosa che gli amanti del ciclismo non si sarebbero mai potuti aspettare. Invece, a mente fredda e dopo aver saputo dell’arrivo di Laurens De Plus, Tom Pidcock, Daniel Martinez e Richie Porte, siamo convinti che il ciclo decennale di Ineos può dirsi sì concluso visto che uno nuovo sta per avere inizio! Dave Brailsford le basi le ha già poste, poi ci vorrà del tempo per capire se i nuovi arrivati riusciranno o meno a dare un importante contributo a questo team che non è certo morto e sepolto. Noi siamo fiduciosi anche perché nello sport può capitare a tutti un’annata storta, annata storta che poi si rivela indispensabile per capire quali sono i propri limiti e per ripartire alla grande. Dopo 10 anni di dominio, ci possono stare 365 giorni senza una sola vittoria, anche se ti chiami Ineos/Sky.

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