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I numeri più “pazzi” scelti dagli sportivi

Quando un numero è per sempre

Le maglie che hanno fatto la storia

Appassionati di numeri, tenetevi forte perché l’articolo che segue è dedicato proprio a voi che amate gli 1, 2 ,3 ma anche gli 0 e i 00. Oggi, parlando appunto di numeri, faremo riferimento a quelli delle maglie indossate dagli sportivi più famosi. Ovviamente non ci accontenteremo di ricordarvi di come Javier Zanetti e Paolo Maldini fossero soliti portare dei “normalissimi” 4 e 3, sarebbe troppo banale; quello che faremo da adesso in avanti sarà invece menzionarvi le cifre più strane che hanno segnato indelebilmente la carriera di alcuni atleti. Non ci sono solo Fabio Gatti, mediano del Perugia di Serie A che indossava la casacca numero 44 in modo da omaggiare lo Zecchino d’Oro e in particolare la canzone “Quarantaquattro gatti”, e Nani della Lazio, che scelse il 7 evocando quel “Biancaneve e i 7 Nani” che tutti noi conosciamo, ma anche altri campioni che meritano almeno una parola. Vi siete per caso scordati dell’1+8 di Iván Zamorano che non potendo indossare la maglia numero 9, già di proprietà di Luís Nazário de Lima Ronaldo, si inventò quell’addizione? Non da meno fu il difensore Salvatore Fresi, tra l’altro ex Inter, che alla Salernitana scelse il 3+3 o il portiere del Parma Luca Bucci che optò per il 7, di solito appannaggio di fantasisti alla Luís Figo per intendersi. L’attaccante Kallon fece anche peggio dell’estremo difensore richiedendo espressamente il numero 3, numero che come sapete indossa un terzino e non certo un goleador. In fatto di stranezze, impossibile non dire qualcosa di Jonathan de Guzmán, mezz’ala del Chievo Verona con l’1, e di Hicham Zerouali, centravanti dell’Aberdeen che aveva lo 0. Se portare la casacca 0 nel basket e in particolare nell’NBA è quasi un’abitudine, vedi Damian Lillard, secondo noi è invece più strano scoprire come la somma dei numeri del quintetto titolare dei Portland Trail Blazers sia la più bassa della National Basketball Association. D’altronde 00+0+1+2+3 dà come risultato 6! Sì, avete letto giusto: tra i Blazers c’è un atleta che ha voluto fortemente la maglia numero 00 ed è Carmelo Anthony, ala fortissima e al tempo stesso personaggio stravagante. Non male, come non male era il 77 di Andrea Bargnani ai tempi dei New York Knicks – il 7 era il suo numero fortunato a Treviso dunque un raddoppio ci stava bene – oppure il 47 di Andrej Kirilenko scelto in onore del famoso fucile russo d’assalto Kalašnikov. De gustibus…

Le stranezze non mancano

Se la maglia numero 44 di Fabio Gatti, da lui indossata quando limitava nelle fila di quel Perugia che in Serie A sapeva come impressionarci positivamente, non può che strapparci una risata, visto che ci riporta alla mente la canzone dello Zecchino d’Oro “Quarantaquattro gatti”, di sicuro anche la scelta dei Portland Trail Blazers di quest’anno di scendere sul parquet con cifre come 00 e 0 non ci lascia indifferenti. La 00, lo ricordiamo, è di proprietà di Carmelo Anthony, forse uno dei 6-7 cestisti più forti della sua generazione (quella della prima metà degli anni ’80) che nell’NBA non ha vinto nemmeno un anello ma che con la Nazionale degli Stati Uniti d’America ha invece collezionato ori olimpici, mentre la 0 è del sontuoso Damian Lillard, playmaker in grado di segnare direttamente da casa sua. Ah, stavamo quasi per dimenticarcene: conoscete per caso un certo Tommy Oar? Questo calciatore australiano è divenuto famoso per aver fatto un qualcosa che prima di oggi nessuno aveva mai osato fare. Ossia? Ossia indossare una maglia a tre cifre: la 121. In occasione dell’incontro tra Australia e Indonesia, l’attaccante, oggi di proprietà del Macarthur, ha sfoggiato un numero che probabilmente nessun’altro vorrà in futuro! Ecco a voi stranezze e bellezze della “numerologia sportiva” che abbiamo scoperto oggi non avere quale unico esponente di spicco il famosissimo Fabio Gatti.

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