Calcio

Suárez, la Procura indaga sul finto esame di italiano a Perugia

Sotto inchiesta l’esame di italiano tenuto da Suárez all’Università di Perugia

sentenza

Colpo di scena a Perugia dove in mattinata una inchiesta partita dalle Fiamme Gialle su input della Procura della Repubblica di Perugia, coordinata da Raffaele Cantone, avrebbe accertato che l’esame sostenuto dall’attaccante del Barcellona, Luis Suárez, per ottenere la cittadinanza italiana, in realtà sarebbe stato superato a pieni voti mediante un precedente accordo. Una truffa, insomma, posta in essere per agevolare l’acquisizione (peraltro non ancora ottenuta) del passaporto italiano al centravanti blaugrana, tra i giocatori più richiesti in Europa in questa sessione di calciomercato, anche dalle squadre di Serie A.

Caso Suárez, le indagini a Perugia.

Secondo quanto emerso, da mesi la Guardia di Finanza aveva già messo sotto la sua lente alcuni fatti maturati all’interno dell’Università per stranieri di Perugia. Nell’ambito di questa attività, sarebbe venuta fuori una intercettazione secondo la quale, come si legge del decreto di sequestro probatorio, sarebbero emerse “… condotte univocamente orientate alla produzione di atti ideologicamente falsi” circa l’esame sostenuto da Luis Suárez nel capoluogo umbro, finalizzato alla “… certificazione della conoscenza della lingua italiana” per un livello non inferiore al B1.

Caso Suárez, le intercettazioni.

Dalle intercettazioni emergerebbero gravi irregolarità nella condotta tenuta dai vari esaminatori e docenti dell’ateneo, tra gli indagati dell’inchiesta delle Fiamme Gialle.

“Non dovrebbe; deve, passerà, perché con 10 milioni a stagione di stipendio non glieli puoi far saltare perché non ha il B1”. Questo è soltanto uno dei passaggi estrapolati dalle intercettazioni della Guardia di Finanza.

Ancora. “Il mio timore – si legge ancora nel dispositivo della Procura – è che i giornalisti fanno due domande in italiano e la persona va in crisi”. Suárez per i professori dell’Università perugina non era capace di parlare correttamente in italiano: “Non coniuga i verbi” e, ancora, “…parla all’infinito”. Infine, alcune dichiarazioni chiave rispetto all’intera vicenda hanno destato sconcerto tra gli addetti ai lavori: “Ma ti pare che lo bocciamo? … perché se lo bocciate ci fanno gli attentati terroristici”.

Caso Suárez, l’Università si difende.

L’Università per stranieri di Perugia ha diramato una nota stampa nella quale viene ribadita e sottolineata la “… la correttezza e la trasparenza delle procedure seguite per l’esame sostenuto dal calciatore Luis Suárez”. Al tempo stesso, si confida che la vicenda si chiarirà “… al termine delle verifiche in corso”.

Caso Suárez, la corsa al passaporto italiano.

L’attaccante uruguaiano è stato messo sul mercato dopo la rivoluzione operata dal neo tecnico del Barcellona, Ronald Koeman, che ha preso in mano le redini del sodalizio catalano dopo l’ultima sciagurata stagione, conclusasi con la disfatta in Champions League contro il Bayern Monaco (sconfitta per 8-2).

Suárez, da esperto e prolifico attaccante di caratura mondiale quale è, si era offerto ai top club d’Europa. La Juventus si era fatta avanti, convinta di poter affiancare a Cristiano Ronaldo un altro asso nel reparto dei centravanti. Il problema era che il club bianconero avrebbe potuto firmare il Pistolero solo nel caso in cui quest’ultimo avesse preso la cittadinanza italiana, visto il suo status di extracomunitario (ed essendo già occupati tutti gli slot da extracomunitari alla Juventus). Un dettaglio di non poco conto, visto che lo stesso giocatore è considerato comunitario in Spagna, essendo Suárez sposato dal 2009 con l’italo-uruguaiana Sofia Balbi che è originaria del Friuli Venezia Giulia.

E così, lo scorso 17 settembre, dopo l’allenamento a Barcellona, Suárez è volato a Perugia a bordo di un aereo privato, giungendo all’Università per stranieri per sostenere l’esame, non senza disdegnare foto e firmare autografi con il personale docente dell’ateneo. La trattativa con la Juventus sarebbe comunque saltata per via dei tempi burocratici, incompatibili con quelli del club di Torino.

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