Calcio

Alessandro Del Piero compie 46 anni

I più bei ricordi che non dimenticheremo

E sono 46 anni, caro Alessandro Del Piero! Ne è passato di tempo da quel lontano 19 settembre 1993 quando segnavi il tuo primo goal in Serie A alla Reggiana,al minuto numero 80, dopo aver esordito nel massimo campionato solo una settimana prima contro il Foggia, eppure sembra ieri. Sembra ieri quando nel corso dellastagione 1994-1995 ti laureavi Campione d’Italia per la prima volta e non sapevi certo che non sarebbe stata l’ultima. E ieri purtroppo non è, come testimoniano le tue 46 candeline, 40 delle quali profumano di calcio giocato e di erba calpestata dai tuoi tacchetti che ti hanno permesso di fare magie con iltuo amato pallone. I gol alla Del Piero sono sempre stati il tuo marchio di fabbrica, ricordi? Con quel tiro a effetto dal vertice sinistro dell’area di rigore verso l’incrocio dei pali più lontano ne hai segnate di reti, alcune di veramente decisive come quella ai dannidelBorussia Dortmund che ti è valsa la Champions League del 1996. In totale sono state 208 in 513 apparizionicon la Juventus, per non dire poi le restanti 26 con le maglie di Padova, Sydney FC e Delhi Dynamos, oggi Odisha. Se qualche rete, lo ammettiamo, l’hai messa a segno per davvero, hai vinto anche qualcosina come:

  • 6 Scudetti
  • 1 Coppa Italia
  • 4 Supercoppa Italiana
  • 1 Champions League
  • 1 Coppa Intercontinentale
  • 1 Supercoppa UEFA
  • 1 Coppa Intertoto UEFA
  • 1 Campionato di Serie B

Da grande professionista quale sei sempre stato hai dato sempre il massimo gioendo dopo la conquista del torneo cadetto e dopo aver alzato al cielola Coppa del Mondo nel 2006, il tuo titolo più bello. Sei stato il nostro “eroe dei due mondi” avendo giocato in carriera, con la solita grande professionalità, sia contro il Piacenza di Beppe Iachinisia contro la Francia di Zidane. Per te, caro Pinturicchio, l’avversario non ha mai fatto troppa differenza.

Un esempio dentro e fuori dal campo Ci sono calciatori (pochissimi) che a prescindere dalla maglia indossata nel corso di una lunghissima carriera non possono essere considerati nemici bensì “avversari gentiluomini”, e Alessandro Del Piero è uno di questi. Sebbene per quasi un’intera vita professionale abbia vestito solo di bianconero, non esiste un appassionato di calcio che non abbia provato dell’affetto verso questogiocatore così onesto, equilibrato e abile a insaccare il pallone dove voleva lui. Il Pinturicchio del pallone degli anni ’90 è stato un atleta meraviglioso e al tempo stesso un esempio per quella generazione, in cui spopolavano i Mancini i Baggio e i Totti, e per tutte le altre che verranno. Il motivo? Certamente non era dotato delle qualità inarrivabili di un mostro sacro come Pelé, ma vantava quell’umiltà unica che gli ha permesso di diventare un numero uno del suo tempo. La voglia di imparare ogni giorno cosenuove e le sue infinite sessioni per migliorarsi sui calci di punizione ne sono gli esempi lampanti. E in Italia si è esercitato davvero per molto tempo, sicuramente fino al giorno prima di quel fatidico 13 maggio del 2012 quando Alessandro Del Piero scese in campo per l’ultima volta con la maglia bianconera contro l’Atalanta.Allorasi festeggiava lo scudetto (uno dei tanti) e si piangeval’addio del capitano e della leggenda bianconera che per tutti noi è e rimarrà sempre Pinturicchio. Quel soprannome, che gli diede nel 1995 Gianni Agnelli, è la sintesi di cosa ha rappresentato Del Piero per il calcio italiano: un artista a tutto tondo, come appunto lo è stato Bernardino di Betto Betti (Pinturicchio), miniatore, affrescatore e pittore allo stesso tempo. Tanti auguri per i tuoi 46 anni Alessandro Del Piero!

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