Calcio

Torino, la dea bendata ha voltato le spalle a Giampaolo

Giampaolo rischia di finire anzitempo la sua avventura sulla panchina del Torino

Allo stadio Marassi contro il Genoa è arrivata (finalmente) la prima vittoria stagionale del Torino di Marco Giampaolo che, sino al match contro i grifoni, aveva raccolto soltanto un punto (e tanta rabbia e rammarico) in cinque gare. I granata sono così riusciti a muovere una classifica che vedeva il Toro impantanato all’ultimo posto della Serie A, con il nome di Giampaolo finito subito sulla graticola, in uno spietato flashback che aveva gettato nuovamente l’ex allenatore della Sampdoria nel vortice delle panchine a rischio.

Lo scorso anno, infatti, alla guida del Milan, il tecnico originario di Bellinzona durò fino a metà ottobre quando un avvio da quattro sconfitte nelle prime sei gare (un record negativo che il Diavolo non centrava da ben 81 anni) gli costò l’esonero dalla panchina dei rossoneri. Lo stesso Milan che, successivamente e non senza difficoltà iniziali, fu affidato a Stefano Pioli il quale riuscì a condurre la formazione meneghina a fine stagione alla conquista di un posto in Europa League e quest’anno addirittura a lottare per un posto in Champions League.

Ma a dispetto di dodici mesi fa (l’ultima partita in rossonero fu giocata proprio contro i rossoblù liguri), Giampaolo torna a Torino dalla trasferta di Genova maggiormente rasserenato e consapevole di aver schivato soltanto il primo proiettile: i suoi, così come lo stesso tecnico, dovranno dimostrare ancora di meritare la Serie A e portare altri punti pesanti in cassaforte.

Anche perché, nonostante la prima vittoria della stagione, il segnale d’allarme in casa granata non si è minimamente attenuato. Anzi, la vera prova del nove sarà rappresentata dalla prossima sfida contro la neopromossa Crotone, in programma nel weekend sul campo amico.

Quella contro il Genoa era una gara da dentro o fuori per Giampaolo che, se avesse fallito contro i grifoni, avrebbe ricevuto il benservito dalla dirigenza granata, già in accordo, secondo quanto riportato dai maggiori quotidiani italiani, con Leonardo Semplici, il tecnico ex SPAL, oggi libero sul mercato dopo la chiusura del capitolo (durato sei stagioni) sulla panchina ferrarese.

Un inizio in salita.

Il campionato del Toro, come detto in apertura, non è cominciato nel segno della buona sorte. Due delle prime tre sconfitte (contro Atalanta e Cagliari, entrambe arrivate giocando a Torino) hanno visto gli uomini di Giampaolo prendersi il primo vantaggio del match e giocare alla pari contro l’avversario per almeno ottanta minuti di gara, prima di alzare bandiera bianca ed arrendersi nei minuti finali.

In vantaggio per primo, il Torino era andato anche nella seconda trasferta del campionato (contro il Sassuolo), finita poi con un pirotecnico pari (3-3) ed un punto per parte che in casa granata aveva assunto i toni del dramma e dell’amarezza. Contro la Lazio, nella partita prima dell’ultima sfida di Genova, la formazione guidata da Giampaolo era poi andata vicinissima al colpaccio, conducendo il match contro l’undici di Simone Inzaghi sostanzialmente fino al novantesimo quando, sopra per 3 reti a 2, i granata si sono fatti beffare da un calcio di rigore (trasformato dallo specialista Ciro Immobile) e da una rete a tempo ormai scaduto (al 98esimo) di Felipe Caicedo (che, pochi giorni dopo, avrebbe salvato di nuovo i biancocelesti anche in Champions League nella trasferta di San Pietroburgo contro lo Zenit).

Giampaolo, a conti fatti, vanta quest’anno un credito enorme con la dea bendata che sembrerebbe avergli voltato nuovamente le spalle. Ma l’ex allenatore del Milan ha già saputo dimostrare in passato di poter lavorare, e bene, sotto pressione. La sfida contro i pitagorici ci dirà di più sullo stato di salute della truppa di Giampaolo che ha tutte le carte in regola per vincere e continuare a risalire la china.

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